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Categoria: Unità didattiche

UDA 03 - I principi del project management - 3.6 La gestione del rischio



3.6         La gestione del rischio

Per rischio si intende una condizione che porta verso il progetto verso una situazione di crisi che potrebbe essere anche insuperabile. I rischi vanno individuati e gestiti prima che si trasformino in crisi. In alcuni casi, per ridurne al minimo le probabilità che un rischio si verifichi e/o che l'impatto del rischio sia decisivo per il progetto, può essere necessario modificare il piano. La gestione del rischio necessita di una struttura di progetto in grado di evitare che le attività interferiscano fra loro e di eseguire verifiche sistematiche di conferma o meno della fattibilità degli obiettivi del progetto. Tutti i progetti presentano dei rischi ed in particolare i progetti che prevedono la realizzazione di soluzioniinnovative. I rischi possono essere dovuti a cause di diversa natura e tipologia:

  • applicazione di una nuova tecnologia in un nuovo settore;
  • scarso sostegno al progetto da parte dell'azienda e interesse relativo per i risultati;
  • dimensioni e complessità del progetto tali da richiedere un coordinamento maggiore di quello previsto;
  • insufficiente domanda reale del mercato per il prodotto proposto;
  • cambiamenti del mercato o della regolamentazione nel corso del lavoro.

Alcuni di questi rischi sono interni al progetto, cioè dipendono dalla corretta o meno pianificazione e realizzazione delle attività, altri rischi sono esterni al progetto, cioè possono dipendere da problemi aziendali o da elementi del contesto esterno (nuove normative, cambio del mercato ecc.).In generale, alcuni rischi possono essere evitati e altri possono essere solo ridotti. Nel tempo sono state definite numerose metodologie di gestione del rischio ma nessuna garantisce un risultato sicuro. I passi comunemente suggeriti per l’individuazione, definizione e gestione dei rischi sono:

  • Una buona gestione del rischio dipende dagli altri principi di base tra cui, in particolare, una valida strutturazione e pianificazione del progetto, una buona comunicazione e buone capacità relazionali del responsabile di progetto.
  • Ogni partecipante al progetto deve sentirsi sufficientemente libero di esprimersi in merito a possibili fallimenti e deve avere la convinzione di essere ascoltato.
  • I rischi devono essere identificati e classificati secondo un ordine di priorità definito in base al grado di gravità; la gravità di un rischio si misura in funzione della probabilità di verificarsi e dell’impatto sull’esito del progetto. I rischi ad alta probabilità e alto impatto devono essere affrontati e risolti mentre quelli a bassa probabilità o impatto limitato possono anche essere accettati e subiti.
  • La gestione del rischio avviene i cinque modi differenti:
  • prevenzione (intervenire per evitare che un evento si verifichi);
  • riduzione (intervenire per ridurre la probabilità e/o la gravità del rischio);
  • trasferimento (mettere in atto delle misure che trasferiscano su altri soggetti o situazioni il rischio di progetto);
  • contingenza (approntare piani da mettere in atto solo in presenza di un rischio);
  • accettazione (decidere di accettare e convivere con il rischio senza ulteriori interventi).
  • La scelta dell'azione da intraprendere di fronte a un particolare rischio dipenderà dall'equilibrio relativo fra il peso economico del rischio e il costo dell'intervento di gestione a carico dell'azienda; in molti casi si possono avviare anche più tipologie di intervento in combinazione.
  • La gestione del rischio non è un esercizio a sé stante svolto nella fase di pianificazione e poi dimenticato, ma è una attività che deve essere sistematicamente attuata via via che sono disponibili nuove informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori.
 

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